mercoledì 5 maggio 2021

Quarantaine

 (Italia, 2020)

Regia di: Valerio Di Lorenzo

Con: Francesca Olia


Primavera 2020, Sofia, come tutti gli altri, si trova in quarantena. Questa nuova situazione la spingerà a mettersi in contatto con il suo io più profondo, scatenando una serie di tragici eventi.


"Quarantaine" è una web series girata interamente durante la prima fase della pandemia. La storia è avvincente e ricca di pathos, la protagonista è S-T-R-E-P-I-T-O-S-A (giurin giurello), l'idea originale e il tutto è girato davvero molto bene (sempre secondo il mio umilissimo parere). Io ho divorato tutte e sette le puntate in brevissimo tempo.

Potete trovare tutte le puntate su youtube. Vi lascio qui il link alla prima puntata, buona visione!


https://youtu.be/mvYrxCXqf_Y


martedì 4 maggio 2021

Lake Mungo

 (Australia, 2008)

Regia di: Joel Anderson

Con: Talia Zucker, Martin Sharpe, Rosie Traynor, David Pledger, Steve Jodrell



La famiglia Palmer viene devastata dalla perdita prematura della figlia minore, Alice. Quello che si cela dietro questa morte, sconvolgerà profondamente non solo la famiglia della vittima, ma l'intera comunità.


"Lake Mungo" è un mockumentary tra l'horror paranormale e il thriller (e in parte anche foundfootage, vedrete poi perché).
Ho rimandato per anni la visione di questo film perché mi era sempre stato presentato come troppo forte per essere retto. Di recente però mi sono finalmente fatta coraggio e ho decido di guardarlo, preparandomi al peggio. Devo dire che a livello psicologico mi ha davvero toccato, un vero e proprio cazzotto alla bocca dello stomaco. Per quanto riguarda invece la violenza "visiva", vi assicuro che le scene più pesanti sono davvero poche e anche quelle tollerabili.
[DA QUI IN POI PERICOLO DI SPOILER]
Il film parte lento, inscenando il dramma di una famiglia una volta felice. Scopriamo come i genitori e il fratello della ragazza morta siano travolti dalla tragedia che li ha profondamente cambiati e spinti ad agire, spesso, in maniera insensata (pensiamo alla madre che di notte si introduce nelle case dei vicini per respirare aria di normalità). A questo punto le cose cambiano, la famiglia ritrova un briciolo di speranza grazie a foto e video in cui si può avvistare quello che sembra essere lo spirito dell'amata figlia. Viene coinvolto anche un sensitivo, che diventerà parte integrante delle vite dei tre protagonisti per questo motivo e non solo. Purtroppo si scopre che quelle foto e quei video non sono altro che il frutto della disperazione del fratello di Alice, che modificando le foto e con un gioco di specchi era riuscito a far credere a tutti che lo spirito della sorella fosse ancora lì, dando così alla madre un nuovo scopo nella vita. A questo punto ci si chiede se il film non stia volgendo al termine, chiudendosi com'è iniziato, nel dramma più totale. Beh, la risposta è no, perché è qui che la pellicola invece prende davvero il volo in un crescendo di suspense e con l'accumularsi di tanti dubbi e domande da parte dello spettatore. Ma quello che accadrà poi non ve lo racconto perché, se siete come me, c'è il rischio che vi roviniate tutto per la troppa curiosità.
[FINE PERICOLO DI SPOILER]
Il finale è dolceamaro e a me ha strappato più di una lacrima: dolce perché vediamo come la famiglia Palmer riesca, dopo essere arrivata alla verità (tranquilli, non dico altro), a chiudere con il passato, per quanto possibile, e a ricominciare a vivere; amaro perché... no, non ve lo dico. 
Guardate il film che è davvero bellissimo, sebbene tanto triste.

Ps. Il cognome Palmer vi riporta alla mente qualcosa? ;)













Ravage

(USA, 2020)

Redia di: Teddy Grennan & Vernon Guinn (2020)
Con: Annabelle Dexter-Jones, Bruce Dern, Robert Longstreet, Michael Weaver




Una fotoreporter amante della natura si reca nella vallata del Watchatoomy per realizzare uno dei suoi progetti. Qui sarà testimone suo malgrado di qualcosa di orribilmente violento e sconvolgente e finirà per restare coinvolta in qualcosa che le cambierà la vita per sempre.



Non amo parlare male dei film in generale, perché mi sembra di sputare sul duro lavoro di chi ci ha lavorato su, però questo non posso davvero consigliarvelo.
Per darvi un'idea inziale e sommaria del perché ve lo stia sconsigliando, vi dico che dovevo tornare continuamente indietro perché pensavo, davvero, di avere dei vuoti e di essermi più volte persa delle scene chiave. Invece no, amici, quelle scene "chiave" proprio non c'erano. E' un film più raccontato che messo in scena, non saprei davvero come esprimere meglio il concetto.
Provate ad immaginare un "I Spit On Your Grave", ma senza le scene truculente ed eccovi "Ravage". Veniamo a sapere di tutte le cose terribili accadute alla protagonista perché ce le racconta la stessa.
[SPOILER]
Ad esempio, tutto inizia perché questa sciagurata si trova nel posto sbagliato al momento sbagliatissimo. La protagonista assiste al massacro di un poveraccio che, appeso ad un albero, viene incessantemente frustato. Tutto quello che possiamo sentire sono i colpi delle fruste e i commenti di questi bifolchi che compiono il massacro. Non si vede niente... N-I-E-N-T-E. Sappiamo di questa mattanza perché viene raccontato dalla sciagurata di cui prima. Altro esempio: la biondina sprovveduta viene presa in ostaggio dai cafonazzi di cui prima e (non vi voglio nemmeno raccontare di come questo accada perché è RIDICOLO) trascinata all'interno di quella che credo sia una fattoria. Seguono dialoghi imbarazzanti, senza né capo né coda, la tizia becca due cinquine e sviene. Si risveglia appesa ad un gancio, fugge e inizia la sua terribile vendetta a base di stratagemmi degni della prima stagione di McGyver. Che è successo nel frattempo? Perché la nostra amica si vuole vendicare? Perché tra le cinquine e il gancio, la nostra eroina è stata gonfiata di mazzate, violentata e pure accoltellata. Lo abbiamo visto? No. Scopriamo poi che in seguito la nostra simpaticissima e sveglissima protagonista finirà nuovamente tra le mani dei pazzoidi superstiti (non vi dico come perché è davvero una chicca che nemmeno se l'avessi scritta io la sceneggiatura sotto acidi), che nel frattempo hanno rapito anche il fidanzato della tipa (finirà accoltellato e dato in pasto ai maiali, ma tranquilli non vedremo nemmeno quello)e, infine, verrà infilata all'interno di una vacca eviscerata. Non entrerò in altri particolari, accontentatevi.
[FINE SPOILER]
Insomma, come vi dicevo, ci sono dei buchi pazzeschi. I personaggi sono delle macchiette e le uniche due scene in cui si vede un po' di sangue, sembrano fatte con windows 98. Vediamo, cosa posso salvare? Ah, Sì, salvo Bruce Dern che vediamo qui in una delle peggiori parti della sua carriera. Però lui sempre innegabilmente bravo.
Chiedo scusa a registi, attori, tecnici del suono, produttori etc, ma questa da me descritta è la (mia) cruda verità.

giovedì 11 aprile 2019

Slumber - Il Demone del Sonno

(USA, 2017)

Regia di Jonathan Hopkins

Con Maggie Q, Sam Troughton, Kristen Bush, Sylvester McCoy, Will Kemp, Vincent Adriano





Una dottoressa si occupa di curare persone  colpite da disturbi del sonno. Un giorno si imbatte in una famiglia i cui membri sono tutti affetti da incubi e attacchi di sonnambulismo. Quello che sembrerebbe essere un semplice disturbo notturno, potrebbe in realtà rivelarsi qualcosa di molto più spaventoso.




Ho visto questo film solo ieri dopo averne più volte rimandata la visione. Ne avevo letto sempre piuttosto male e mi ero lasciata influenzare.
Con questa mia recensione non intendo lodare e incensare questa pellicola, ma solo un pelino riabilitarla da tutte le tremendi critiche lette a riguardo.
Negli ultimi anni se ne sono visti parecchi di film trattanti temi come la paralisi del sonno o i demoni del sonno, appunto. Alcuni molto buoni (un paio di esempi: "Mara" e "Dead Awake") e altri decisamente meno. "Slumber" non ci racconta niente di troppo nuovo, ma è comunque un film che intrattiene. Intanto il regista non abusa degli Jumpscare, ne fa anzi un uso consapevole e solo per questo il film si merita un bel punticino; aggiungerei poi, tra le note di merito, la scelta di un buon cast che funziona decisamente insieme (e poi a me Maggie Q piace da quando la seguivo nella serie "Stalker").
Ho apprezzato anche l'aver trattato nel migliore dei modi la leggenda del Demone del sonno, partendo dalle sue origini e non lasciando così un buco di eventi inspiegabili (e poi è comunque una storia davvero molto interessante quella dell'Incubus, che vi consiglio di approfondire a prescindere). 
Però, PERO', se nella prima parte tutto scorre secondo tempi ragionevoli, nell'ultima parte ci ritroviamo di fronte ad una risoluzione degli eventi piuttosto (triste e) sbrigativa. Un vero peccato. Il finale poi per me resta un piccolo punto interrogativo che mi ha lasciato un pochino amareggiata.
Nel complesso, comunque, non il peggior film degli ultimi anni, come alcuni avevano scritto.
Da guardare senza aspettative, così, per passare il tempo.




Trailer:




domenica 3 febbraio 2019

Primal Rage

(USA, 2018)


Regia di Patrick Magee

Con Casey Gagliardi, Andrew Joseph Montgomery, Phil Casados, Justin Rain, Marshal Hilton







Di una cosa sono certa: questo film è troppo lungo. Poteva tranquillamente finire dopo un'oretta scarsa e magari iniziare saltando i primi inutili 30 minuti...e invece no, hanno dovuto prolungare il supplizio per lo spettatore.

Ok, no, non si generalizza. Diciamo allora che hanno prolungato il mio di supplizio. Ecco, poteva tranquillamente essere un cortometraggio di quelli che i registi emergenti postano su youtube.
Si, avete indovinato, non mi è piaciuto. Vi dirò di più! L'ultima mezz'ora del film per me è.un ignoto buco nero perché ero talmente sconfortata e distratta da non aver seguito per benino quello che stava accadendo. Quindi no, non mi ricordo come finisca il film. Noia, noia e noia. Che poi fosse almeno uno di quei film super trash che sono talmente brutti da risultare infine gradevoli. Alcuni di questi film sono diventati dei veri e propri cult eh! Invece no, figuriamoci. 
Questo film non ci racconta nulla. I protagonisti sono due fidanzatini superstereotipati (che bene non si capisce se siano felici o meno) in viaggio. Lui è un tipetto nervoso, capace di attaccare briga anche con la pompa di benzina; lei non ho ben capito che indole abbia. C'è poi questo gruppo di bulletti ultrasessantenni che se ne va scoatteggiando in giro per i boschi. Infine c'è un mostro che non si sa da dove salti fuori e perché (o magari lo hanno spiegato mentre ero distratta eh).  Circa il resto ho da aggiungere, come ciliegina sulla torta, che ci sono dei dialoghi al limite dell'idiozia e che la suspence risulta assente.
Credibilità: Non Pervenuta. Mannaggia.
Se vi dovesse essere piaciuto e volete insultarmi, fate pure perché è un vostro diritto!


Trailer: 


sabato 2 febbraio 2019

Mother!



(USA, 2017)


Regia di Darren Aronofsky

Con Jennifer Lawrence, Javier Bardem, Ed Harris, Michelle Pfeiffer, Domhnall Gleeson, Brian Gleeson, Kristen Wiig










Una coppia, composta da marito (Javier Bardem) e moglie incinta (Jennifer Lawrence), vive in una grande casa isolata collocata in quella che parrebbe una campagna. Lei si occupa della ristrutturazione di questa, in attesa dell'arrivo del nuovo figlio, mentre lui, scrittore, lavora al suo prossimo libro. Tutto sembra procedere in modo tranquillo finché una bizzarra coppia di sconosciuti non fa il suo ingresso nelle vite dei due sposini.


Ho letto tantissimi pareri contrastanti a riguardo, ma io invece sono profondamente convinta che questo sia un film pazzesco, sconvolgente, disturbante e intenso. Sono passata dalla rabbia, alla confusione per arrivare al dolore e ad un finale stupore. 
Lo spettatore si trova catapultato in un incubo delirante ed è spinto, fino alla fine, a dubitare di tutto quello che accade sullo schermo. Jennifer Lawrence è strepitosa ed è, secondo me, questa, fino ad ora, la sua migliore interpretazione. Il modo in cui esprime rabbia e sofferenza restano facilmente impressi tra mente e cuore. Io sono rimasta letteralmente senza parole.

Tutto si svolge all'interno di quella casa che i due stavano trasformando nel loro nido d'amore e che invece diventa, via via, un claustrofobico, affollato, inferno.
Il film, mi permetto di dire, è di impossibile interpretazione certa. Tutto scorre senza un perché, tutto è simbologico e spiazzante e a noi non resta che godere delle fortissime immagini e della bravura del cast.
"Mother!" non è solo un film, è un'esperienza indimenticabile e scioccante, è un'opera d'arte che, purtroppo, non tutti sono destinati ad amare. Ma d'altra parte tutti i film del regista sono intricati e, per un verso o un altro, sconvolgenti.


Per quanto concerne me, confermo il mio profondo amore per Aronofsky.



Trailer:



47 Meters Down

(UK, 2017)

Regia di Johannes Roberts

Con Mandy Moore, Claire Holt, Matthew Modine, Yani Gellman, Santiago Segura, Chris J. Johnson











Due sorelle intraprendono un viaggio in Messico. Durante il soggiorno decidono di partecipare ad un'immersione, chiuse in una gabbia, allo scopo di osservare gli squali. Qualcosa però va tragicamente storto.

Eppure mi ero ripromessi di non guardare più film che coinvolgessero persone bloccate in mare e circondate da squali. Non fraintendetemi, io ADORO gli squali, davvero, e sono una fan di "Jaws" (lo Squalo) fin da quando ero una bambina, ma non ho mai superato il trauma generatomi da "Open Water", vi giuro, se ci penso ancora piango. 
E' chiaro, a quanto pare non so mantenere le promesse verso me stessa.
Il film dura un attacco d'ansia e 27 mini attacchi di panico circa. No, non è un brutto film. No, non lo rivedrò MAI PIU'. Sono stata in tensione durante tutta la durata della pellicola, odiandomi a fasi alterne.


Spoiler:
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Ma che diamine di finale crudele. Sono scoppiata in lacrime e avrei volentieri gettato la tv dal balcone. Eppure avrei dovuto capire che non poteva finire con tutte e due le protagoniste sane e salve. Ma che dire, quegli ultimi minuti in cui le due ragazze sembrano essere tratte in salvo, mi avevano davvero fatto sperare nel meglio. Che ingenua. Sigh.
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Beh, guardatelo solo se non soffrite di claustrofobia e attacchi di panico.

Ps. Ho letto che ci sarà un sequel, no, non penso lo guarderò. E queste sono le ultime parole famose.



Trailer: 



Upgrade

(USA, 2018)

Regia di Leigh Whannell

Con Logan Marshall-Green, Melanie Vallejo, Harrison Gilbertson, Betty Gabriel










Immaginate se esistesse un dispositivo che impiantato sotto la pelle potesse darvi poteri e capacità eccezionali, fin dove vi spingereste?

Secondo me uno dei film più belli dello scorso anno. Lo so, non è un vero e proprio horror, ma non potevo non includere un film di Whannell (che io amo amo, amissimo) nella mia pagina.
Film ricco di azione, di momenti drammatici, di momenti ad altissima tensione, ma anche di momenti divertenti e di respiro. 
Solo un regista "illuminato" sarebbe riuscito a mischiare tutti questi elementi così apparentemente contrastanti tra loro senza realizzare una trashata epica e si, Whannell secondo me è davvero un artista illuminato. Grande sceneggiatore (vi ricordate di "Saw"?), attore e ora anche regista. Clap Clap.

Tornando al film, aggiungerei che scorre bene, senza intoppi, facendoti desiderare che non finisca mai. Almeno per quanto riguarda me, speravo che succedesse sempre qualcos'altro e non perché il film fosse lento, anzi, ma perché ero talmente presa da voler prolungare la magnifica esperienza visiva.  
La pellicola sorprende fino alla fine, infatti si giunge, con dispiacere, ad un ottimo finale che lascia l'amaro in bocca (e di certo non per buchi/errori di regia) e che lascia sperare in un sequel di pari livello . 
Un'ultima menzione va a quel gran figo di Logan Marshall-Green che è tanto bello quanto bravo e convincente (lo avevo già apprezzato in "The Invitation", altro film che vi consiglio fortemente).

Non argomento oltre perché non sono in vena di spoiler!


Mi è piaciuto proprio tanto, si.

Ps. Ma che figo è Logan Marshall-Green?!


Vi Lascio il trailer: 




giovedì 7 aprile 2016

Martyrs (Remake)

USA (2016)


Regia di   Kevin and Michael Goetz


Cast  Troian Bellisario, Bailey Noble, Kate Burton






Io la trama non ve la scrivo perché mi rifiuto di perderci anche un minuto in più. Eh già, sono indignata. A fine recensione vi lascerò comunque il trailer in caso siate così audaci da volervi fare un'idea prima di guardare il film.

Di solito cerco, e sottolineo cerco, di essere abbastanza 'professionale', ma in questo caso ringraziatemi se non inizio e termino la recensione con una sonorissima pernacchia.
Da dove comincio? Mica è facile! E' un pastrocchio di film!
Intanto, permettetelo, ma questa è una versione puritana di Martyrs. Nel film originale i poveri mal capitati erano tutti in mutande e canottiera, se non nudi...qui invece assistiamo al festival della camicia da notte, che manco nelle vetrine delle 'pigiamerie' (insomma, nei posti dove vendono indumenti da notte). Ad un certo punto si è intravista una mutanda e io ho sussultato!!
Come tutti sappiamo, il film originale era un vero e proprio bagno di sangue. In questo caso posso serenamente dire che ho visto più sangue quando ho tolto il dente del giudizio che in questa ora e mezza. 
Cercherò ora di andare per ordine.

La prima mezz'ora scorre ad una velocità allucinante. Lucie bambina scappa, orfanotrofio, trauma, crisi. Lucie cresce e ammazza una famiglia intera nell'arco di 10 minuti. Vi giuro che le uccisioni sono state talmente soft che avrebbe fatto peggio uccidendoli a forza di carezze. Non so se invece vi ricordate che vero trauma nel film originale.
Impatto emotivo pari a zero. Perché? perché mentre nell'originale il regista aveva dedicato più tempo alla presentazione della famiglia, facendoci diventare simpatici tutti i membri, qui in 3 minuti e due battute odiose hanno liquidato il tutto. Così abbiamo una mamma rompipalle, un padre menefreghista e una coppia composta da fratello e sorella che avrei ucciso pure io.
A questo punto arriva la sua compare Anna, incontrata in orfanotrofio 10 anni prima. Ve la ricordate la Anna dell'originale? ecco, scordatevela. Insomma, arriva quest'uccellino spaurito e piagnucolone che dopo aver realizzato quanto accaduto se ne va, per poi tornare allertata dalle urla di Lucie.
Quel che succede dopo è appena accennato. Le due cercano di far sparire i cadaveri e di pulire qui e lì. Lucie si stanca e va a dormire. Anna, quella deficiente, chiama la polizia e riattacca prima che possano rispondere. Nel frattempo la mamma rompicoglioni si riprende e chiede aiuto. Anna le dice di star zitta affinché Lucie non la senta, ma sta scema di guerra inizia una compilation di versi che mi sarei svegliata pure io da casa mia. E infatti. Fine, mamma rompipalle morta.
Il resto del film mi fa pure fatica a commentarlo.
Lucie, ancora inseguita dal mostro (cosa di cui parleremo più avanti perché ho una riflessione molto seria a riguardo), si getta dalle scale. Beh certo, ti butti da mezzo metro d'altezza...di sicuro muori! Ma anche no.
Anna trova la botola che porta ai sotterranei super tecnologici in cui si imbatte in una bambina in condizioni migliori delle mie quando ho la febbre alta.
Qui mi sono distratta. Si.
Credo le tre abbiano tentato di fuggire. Ma...tadàn! ecco i cattivi!
Una cosa molto bella del Martyrs VERO è che i cattivi sono in fondo molto umani, a vlte anche compassionevoli. Quello che fanno lo fanno per uno scopo preciso, non ne traggono compiacimento. Qui invece sembra Hostel. Un cattivo ghignante per ogni stanza. Vi giuro! I classici cattivi banali e stereotipati.
Ma qui arriva veramente il top del top. tenetevi forte : Non è ancora morto nessuno. Eh già, Lucie è viva e vegeta e così pure Anna. Tutte e due vengono torturate (chi più chi meno), ma a noi non c'è dato sapere esattamente come le stanno torturando. Urla, strepiti e un'occhiatina qui e lì.
Che noia...CHE NOIA.
A quanto pare Anna non sarà eletta Martyrs 2016 e così, dopo uno spiegone inutile e soporifero sul perché e per come di tutto questo '48, decidono di seppellirla viva insieme agli altri cadaveri (vi ricordate la famiglia?). Ah, dando per scontato che abbiate visto l'originale, mi sono dimenticata di dirvi che madre rompipalle e padre menefreghista altro non erano che i carcerieri di Lucie bambina.
Anna viene sepolta viva, ma, non si sa bene come, riesce a farsi strada in mezzo ai cumuli di terra e a scappare tramite un condotto.
Ora cosa farebbe una persona normale? Correrebbe a chiamare aiuto. Ma Anna no. Anna ha visto troppe volte Kill Bill e ha deciso di trasformarsi in Beatrix Kiddo e di andare a far fuori tutti i cattivi all'urlo di 'LUCIEEEEEEEE' (Non era meglio Rocky che urlava ADRIANAAAAA?).
Ed è così che con una pala stermina due uomini in formato armadio e con un fucile prima e una pistola poi riesce a farsi strada sterminando persone qui e là, che manco in un videogioco a livelli.
Vi ricordate la bambina di prima? Quella che Anna aveva trovato nei sotterranei? E' ancora viva e sta meglio di prima. Anna la libera, la porta fuori e le dice di andare a chiamare aiuto. CERTO COME NELL'ORIGINALE. No.
In tutto ciò, alla povera Lucie che ha sempre indosso una bellissima camicia da notte intonsa, viene tagliata via la pelle sulla schiena, credo, per poi appenderla ad una sorta di croce. 
Arriva Anna che nel frattempo è stata pugnalata e si è beccata pure un proiettile. La nostra Beatrix corre nella stanza della crocefissione e inizia a sparare una serie di colpi in aria. Tutti spaventatissimi, pure i mega gorilloni armati fino ai denti. Mezza morta riesce comunque a convincere i presenti a liberare Lucie che nel frattempo ha raggiunto lo stato di Martire. Questa, ormai in fin di vita, confessa all'orecchio dell'amica quanto ha visto.
Il prete, si c'era pure un prete, prende la pistola e si spara in bocca perché, avendo un udito da super eroe, ha sentito tutto quello che ha detto Miss Martyrs 2016. Allora tutti si rivolgo ad Anna che di tutta risposta spara in testa al capo supremissimo di questa organizzazione. Tutti fuggono. Si vedono le macchine della polizia arrivare. Anna si stende vicino a Lucie e pure lei diventa martire per osmosi. Flashback sul passato. Fine.

Mortacci vostri.
Scusate. Scusate. Scusate. Mi riprendo.

Quindi dicevamo, fine.

Torniamo al mostro di cui parla sempre Lucie. Chi ha visto l'originale saprà perfettamente che non esiste nessun mostro, ma che è lucie stessa ad infliggersi le varie ferite. Sempre chi ha visto il film saprà che la nostra beniamina è spinta dal senso di colpa per aver abbandonato un'altra donna che si trovava prigioniera insieme a lei da bambina. Infatti il mostro che Lucie vede, ha la faccia proprio di quella donna. Cos'è? faceva paura affrontare il tema dell'autolesionismo? I registi avevano forse paura di fare un film meno superficiale?
La cosa si intuisce, ma non è chiara. Mi ci gioco uno dei gatti, che molti saranno convinti che il mostro esiste davvero.

Altra grandissima assente, la donna di cui Anna (nel Martyrs originale) si occupa dopo averla trovata nel seminterrato. Ridotta all'osso, deturpata all'inverosimile, nuda, sporca e traumatizzata. I goetz invece hanno pensato di piazzarci una bambina nel seminterrato perché si sa che i bambini fanno più simpatia.

Dulcis in fundo, vorrei spendere due parole per la scelta delle protagoniste. Ma vi pare normale? Monoespressive, scialbe e troppo giovani. Vengono fuori da due serie tv per adolescenti e loro le mettono a fare MARTYRS. Ma scherziamo?!


Avrei un altro milione di cose da scrivere, ma sta impazzendo il computer e non riesco quasi più a scrivere. Si è indignato pure lui per questa schifezza. Perciò scusatemi se trovate degli errori, ma non posso correggerli. E' già grasso che cola se riesco a finire di scrivere -.-


Come promesso, eccovi il trailer...




















martedì 15 marzo 2016

The Chosen

USA (2015)



Regia di  Ben Jehoshua

Cast  Kian Lawley, Elisabeth Keener, Angela Chitwood, Chris Gann, Dayna Devon






Una bambina viene attaccata da un demone che ruba i bambini. La sua famiglia dovrà fare il possibile perché il suddetto demone la lascia in pace.




Ho scritto la trama un po' a caso perché ho voluto attenermi al film che è, per l'appunto, fatto a caso.
Non so davvero da dove iniziare, se dal sangue che in realtà è con ogni probabilità dello smalto o del mercurocromo o dai personaggi che sono talmente stereotipati da sembrare macchiette oppure dal demone che è stato realizzato con windows '98.
Sappiate che da qui in poi c'è pericolo di SPOILER, quindi proseguite a vostro rischio e pericolo (io andrei avanti perché fossi in voi questo film lo eviterei come la peste).

Parto affermando con tutta serenità e senza il minimo senso di colpa che questo è uno dei film più brutti che abbia mai visto.
I protagonisti sono : Un giovanotto che non sa nemmeno lui quello che sta facendo, una ragazza madre con problemi di droga alle spalle, una bambina che non si capisce se era posseduta prima o dopo aver incontrato il demone, il nonno che non parla, la nonna rincoglionita, lo zio ubriacone che si riscopre amante della famiglia poco prima di essere ammazzato, la zia col figlio adottivo che costituiscono la coppia scemo e più scemo e una madre assente e con un teriiiibbbbbbile segreto.
Poi ci sono altri personaggi secondari che, secondo il regista, erano funzionali alla trama. Io avrei evitato. Ma io avrei proprio evitato di girare questo abominio, sicché non faccio testo.
In poche parole, questo demone X si impossessa di bambini (incapaci di recitare) e dopo qualche tempo se li porta via. L'unico modo perché ciò non accada è sacrificare a lui (o lei? non si capisce) 6 persone imparentate col bimbo posseduto. E cosa ti fa l'eroe di turno dopo che sua nipote viene attaccata dal demone? Inizia ad ammazzare tutti i parenti che ha senza il minimo senso di colpa ed infine si sacrifica lui stesso, ma non prima di aver cercato di sacrificare il suo presunto figlio ancora in grembo alla mamma (MA CHE STAI FUORI?!). Per fortuna il figlio non era il suo e il protagonista è morto consapevole di avere un cesto di corna ornamentali sulla testa.

Una menzione doverosa va alla suora che appare magicamente dal nulla per dire due cazzate sul demone e subito sparisce riapparendo nella scena finale, così..a caso.
Ma dai, ma pure io che guardo un film la cui star è uno youtubers (si scrive così?), ma cosa mi aspettavo..?

Insomma, togliete la telecamera dalle mani di Ben Jehoshua e rinchiudete Kian Lawley da qualche parte prima che gli torni la voglia di partecipare ad un film horror, o ad un film di qualsiasi altro genere. Grazie.

Vi lascio con quel simpaticone del demone! Ciaoooo













domenica 14 febbraio 2016

Suicide Club

JAPAN (2002)



Diretto da Sion Sono

Cast  Ryo Ishibashi, Akaji Maro, Masatoshi Nagase, Saya Hagiwara, Hideo Sako, Rolly, Kimiko Yo, Yoko Kamon, Takashi Nomura





La pellicola fa parte di una trilogia incompiuta di cui fa parte anche 'Noriko's Dinner Table' (di cui parleremo in futuro)ed affronta il tema dell'alienazione della società giapponese.


[Attention Please, pericolo di spoiler]

Il film si apre con una scena che io definirei EPICA. Uno degli incipit migliori della storia del cinema, lasciatemelo dire. 54 liceali si tengono per mano sulla banchina della metro. Sorridono e all'arrivo del treno si buttano tutte insieme sui binari dando vita ad una vera e propria carneficina.



Cinque minuti di film e io ero già pronta alla standing ovation. Questo contrasto tra i loro sorrisi e la volontà di uccidersi, tutte insieme, mi ha lasciato senza parole. La colonna sonora che tutto presagisce tranne la morte incipiente poi è veramente il top.
Scusate questa esplosione di entusiasmo, ma più ci ripenso più mi emoziono.
Raramente succede di vedere un film in cui già solo l'inizio è TUTTO. 
Il resto del film poi è tutto un crescendo. Era davvero difficile mantenere il livello dei primi 5 minuti, ma poi.....


Ed ecco che è tutto chiaro. La vita non ha più valore. I ragazzi sono completamente alienati e desiderosi di 'essere ricordati', perché uccidendosi resteranno in un certo senso indimenticati. 
Ed è così che, all'urlo di 'Suicide Club', i giovani si lanciano nel vuoto. Altra scena da bocca spalancata.
Sapete che mi piace molto condividere con voi le mie emozioni e quindi non vi nasconderò che mi sono sentita una morsa allo stomaco. Per quanto in maniera esagerata, Sono non fa altro che descrivere con lucidità quanto è successo al mondo. Le persone vogliono visibilità e per ottenerla sono disposte a tutto, anche a....



....uccidere e poi 'prendersi la colpa' dell'ondata di suicidi che ha colpito il paese. Il bisogno di notorietà è tutto in questo mondo dipinto da Sono e lui non ha paura a ferirci proponendoci immagini più che forti pur di raggiungere il suo scopo. 
Ma la realtà dei fatti è ben diversa. Dietro a quest'ondata di suicidi c'è molto di più e c'è chi, forse a sue spese in parte, riesce a scoprire la verità..





Mi spiace concludere questa recensione, sono sincera, perché ho amato talmente tanto il film che vorrei parlarne ancora ed ancora, ma questo nasce come un blog di microrecensioni e non voglio infrangere le regole!
In caso lo abbiate già visto o abbiate comunque intenzione di farlo, mi piacerebbe molto mi forniste i vostri feedback!
Vi aspetto qui eh....

Buona Visione!!!!










martedì 2 febbraio 2016

Bloody Reunion (To Sir, with Love)

KOREA (2006)



Regia di Im Dae-woong


Cast  Oh Mi-hee, Seo Young-hee, Lee Ji-hyun, Lee Dong-kyu, Yu Seol-ah, Park Hyo-jun, Yeo Hyun-soo, Jang Seong-won, Kim Eung-soo








Un gruppo di giovani si reca in visita alla loro insegnante dopo diversi anni dalla fine della scuola. Tutto sembra andare per il meglio finché non riaffiorano vecchi rancori..



Ultimamente mi imbatto sempre in debutti alla regia e devo ammettere che sono davvero uno meglio dell'altro.
Questo poi mi è piaciuto particolarmente.
Si tratta di un film drammatico dai risvolti slasher e thriller. Veramente bello! 
Io mi sono autospoilerata il finale andando a leggere i nomi degli attori e chi interpretavano su wikipedia. Voi NON fatelo, mi raccomando! Ci sono rimasta malissimo, perché la parte più bella del film è proprio il mistero che si cela dietro tutta la vicenda.
Una cosa che mi ha fatto immensamente piacere è l'aver ritrovato la protagonista di 'Bedevilled' (Potete trovare la recensione sul mio blog) che secondo me è veramente strepitosa! 
tornando alla faccenda del debutto..non lo avessi letto probabilmente non mi sarebbe venuto nemmeno il dubbio perché, a parte qualche incertezza in alcune riprese, il film è diretto davvero bene.
Questo è un film che mi sento di consigliare sia agli amanti dello splatter (ci sono alcune scene  davvero pesanti) che agli amanti del thriller (credetemi, c'è molto di più di quello che ho accennato nella trama!).




SPOILER

E' pazzesco quando alla fine si scopre che tutto quello che si è visto fino a quel momento altro non è che il parto di una mente deviata, ossia quella di Mi-Ja che si scopre essere in realtà il famoso Jung-Won di cui si parla dall'inizio. Il plot twist è legato al fatto che Jung-Won che tutti credevano maschio era in realtà una ragazzina che aveva subito abusi (non sessuali, sia chiaro) da parte della sua insegnate durante tutti gli anni di scuola, rovinandole la vita.

Ecco, una cosa non comprendo...com'è possibile che nessuno si fosse accorto che Jung-Wong fosse una ragazza? Come aveva potuto mascherare la cosa la madre? Eheh questi sono i classici interrogativi inutili che mi pongo sempre io. Ignoratemi.

SPOILER


Spero di riuscire a trovare altre chicche del genere. Se ne conoscete qualcuna, consigliatemi!!
Intanto attendo la vostra su questo film..