sabato 2 febbraio 2019

Mother!



(USA, 2017)


Regia di Darren Aronofsky

Con Jennifer Lawrence, Javier Bardem, Ed Harris, Michelle Pfeiffer, Domhnall Gleeson, Brian Gleeson, Kristen Wiig










Una coppia, composta da marito (Javier Bardem) e moglie incinta (Jennifer Lawrence), vive in una grande casa isolata collocata in quella che parrebbe una campagna. Lei si occupa della ristrutturazione di questa, in attesa dell'arrivo del nuovo figlio, mentre lui, scrittore, lavora al suo prossimo libro. Tutto sembra procedere in modo tranquillo finché una bizzarra coppia di sconosciuti non fa il suo ingresso nelle vite dei due sposini.


Ho letto tantissimi pareri contrastanti a riguardo, ma io invece sono profondamente convinta che questo sia un film pazzesco, sconvolgente, disturbante e intenso. Sono passata dalla rabbia, alla confusione per arrivare al dolore e ad un finale stupore. 
Lo spettatore si trova catapultato in un incubo delirante ed è spinto, fino alla fine, a dubitare di tutto quello che accade sullo schermo. Jennifer Lawrence è strepitosa ed è, secondo me, questa, fino ad ora, la sua migliore interpretazione. Il modo in cui esprime rabbia e sofferenza restano facilmente impressi tra mente e cuore. Io sono rimasta letteralmente senza parole.

Tutto si svolge all'interno di quella casa che i due stavano trasformando nel loro nido d'amore e che invece diventa, via via, un claustrofobico, affollato, inferno.
Il film, mi permetto di dire, è di impossibile interpretazione certa. Tutto scorre senza un perché, tutto è simbologico e spiazzante e a noi non resta che godere delle fortissime immagini e della bravura del cast.
"Mother!" non è solo un film, è un'esperienza indimenticabile e scioccante, è un'opera d'arte che, purtroppo, non tutti sono destinati ad amare. Ma d'altra parte tutti i film del regista sono intricati e, per un verso o un altro, sconvolgenti.


Per quanto concerne me, confermo il mio profondo amore per Aronofsky.



Trailer:



47 Meters Down

(UK, 2017)

Regia di Johannes Roberts

Con Mandy Moore, Claire Holt, Matthew Modine, Yani Gellman, Santiago Segura, Chris J. Johnson











Due sorelle intraprendono un viaggio in Messico. Durante il soggiorno decidono di partecipare ad un'immersione, chiuse in una gabbia, allo scopo di osservare gli squali. Qualcosa però va tragicamente storto.

Eppure mi ero ripromessi di non guardare più film che coinvolgessero persone bloccate in mare e circondate da squali. Non fraintendetemi, io ADORO gli squali, davvero, e sono una fan di "Jaws" (lo Squalo) fin da quando ero una bambina, ma non ho mai superato il trauma generatomi da "Open Water", vi giuro, se ci penso ancora piango. 
E' chiaro, a quanto pare non so mantenere le promesse verso me stessa.
Il film dura un attacco d'ansia e 27 mini attacchi di panico circa. No, non è un brutto film. No, non lo rivedrò MAI PIU'. Sono stata in tensione durante tutta la durata della pellicola, odiandomi a fasi alterne.


Spoiler:
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Ma che diamine di finale crudele. Sono scoppiata in lacrime e avrei volentieri gettato la tv dal balcone. Eppure avrei dovuto capire che non poteva finire con tutte e due le protagoniste sane e salve. Ma che dire, quegli ultimi minuti in cui le due ragazze sembrano essere tratte in salvo, mi avevano davvero fatto sperare nel meglio. Che ingenua. Sigh.
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Beh, guardatelo solo se non soffrite di claustrofobia e attacchi di panico.

Ps. Ho letto che ci sarà un sequel, no, non penso lo guarderò. E queste sono le ultime parole famose.



Trailer: 



Upgrade

(USA, 2018)

Regia di Leigh Whannell

Con Logan Marshall-Green, Melanie Vallejo, Harrison Gilbertson, Betty Gabriel










Immaginate se esistesse un dispositivo che impiantato sotto la pelle potesse darvi poteri e capacità eccezionali, fin dove vi spingereste?

Secondo me uno dei film più belli dello scorso anno. Lo so, non è un vero e proprio horror, ma non potevo non includere un film di Whannell (che io amo amo, amissimo) nella mia pagina.
Film ricco di azione, di momenti drammatici, di momenti ad altissima tensione, ma anche di momenti divertenti e di respiro. 
Solo un regista "illuminato" sarebbe riuscito a mischiare tutti questi elementi così apparentemente contrastanti tra loro senza realizzare una trashata epica e si, Whannell secondo me è davvero un artista illuminato. Grande sceneggiatore (vi ricordate di "Saw"?), attore e ora anche regista. Clap Clap.

Tornando al film, aggiungerei che scorre bene, senza intoppi, facendoti desiderare che non finisca mai. Almeno per quanto riguarda me, speravo che succedesse sempre qualcos'altro e non perché il film fosse lento, anzi, ma perché ero talmente presa da voler prolungare la magnifica esperienza visiva.  
La pellicola sorprende fino alla fine, infatti si giunge, con dispiacere, ad un ottimo finale che lascia l'amaro in bocca (e di certo non per buchi/errori di regia) e che lascia sperare in un sequel di pari livello . 
Un'ultima menzione va a quel gran figo di Logan Marshall-Green che è tanto bello quanto bravo e convincente (lo avevo già apprezzato in "The Invitation", altro film che vi consiglio fortemente).

Non argomento oltre perché non sono in vena di spoiler!


Mi è piaciuto proprio tanto, si.

Ps. Ma che figo è Logan Marshall-Green?!


Vi Lascio il trailer: 




giovedì 7 aprile 2016

Martyrs (Remake)

USA (2016)


Regia di   Kevin and Michael Goetz


Cast  Troian Bellisario, Bailey Noble, Kate Burton






Io la trama non ve la scrivo perché mi rifiuto di perderci anche un minuto in più. Eh già, sono indignata. A fine recensione vi lascerò comunque il trailer in caso siate così audaci da volervi fare un'idea prima di guardare il film.

Di solito cerco, e sottolineo cerco, di essere abbastanza 'professionale', ma in questo caso ringraziatemi se non inizio e termino la recensione con una sonorissima pernacchia.
Da dove comincio? Mica è facile! E' un pastrocchio di film!
Intanto, permettetelo, ma questa è una versione puritana di Martyrs. Nel film originale i poveri mal capitati erano tutti in mutande e canottiera, se non nudi...qui invece assistiamo al festival della camicia da notte, che manco nelle vetrine delle 'pigiamerie' (insomma, nei posti dove vendono indumenti da notte). Ad un certo punto si è intravista una mutanda e io ho sussultato!!
Come tutti sappiamo, il film originale era un vero e proprio bagno di sangue. In questo caso posso serenamente dire che ho visto più sangue quando ho tolto il dente del giudizio che in questa ora e mezza. 
Cercherò ora di andare per ordine.

La prima mezz'ora scorre ad una velocità allucinante. Lucie bambina scappa, orfanotrofio, trauma, crisi. Lucie cresce e ammazza una famiglia intera nell'arco di 10 minuti. Vi giuro che le uccisioni sono state talmente soft che avrebbe fatto peggio uccidendoli a forza di carezze. Non so se invece vi ricordate che vero trauma nel film originale.
Impatto emotivo pari a zero. Perché? perché mentre nell'originale il regista aveva dedicato più tempo alla presentazione della famiglia, facendoci diventare simpatici tutti i membri, qui in 3 minuti e due battute odiose hanno liquidato il tutto. Così abbiamo una mamma rompipalle, un padre menefreghista e una coppia composta da fratello e sorella che avrei ucciso pure io.
A questo punto arriva la sua compare Anna, incontrata in orfanotrofio 10 anni prima. Ve la ricordate la Anna dell'originale? ecco, scordatevela. Insomma, arriva quest'uccellino spaurito e piagnucolone che dopo aver realizzato quanto accaduto se ne va, per poi tornare allertata dalle urla di Lucie.
Quel che succede dopo è appena accennato. Le due cercano di far sparire i cadaveri e di pulire qui e lì. Lucie si stanca e va a dormire. Anna, quella deficiente, chiama la polizia e riattacca prima che possano rispondere. Nel frattempo la mamma rompicoglioni si riprende e chiede aiuto. Anna le dice di star zitta affinché Lucie non la senta, ma sta scema di guerra inizia una compilation di versi che mi sarei svegliata pure io da casa mia. E infatti. Fine, mamma rompipalle morta.
Il resto del film mi fa pure fatica a commentarlo.
Lucie, ancora inseguita dal mostro (cosa di cui parleremo più avanti perché ho una riflessione molto seria a riguardo), si getta dalle scale. Beh certo, ti butti da mezzo metro d'altezza...di sicuro muori! Ma anche no.
Anna trova la botola che porta ai sotterranei super tecnologici in cui si imbatte in una bambina in condizioni migliori delle mie quando ho la febbre alta.
Qui mi sono distratta. Si.
Credo le tre abbiano tentato di fuggire. Ma...tadàn! ecco i cattivi!
Una cosa molto bella del Martyrs VERO è che i cattivi sono in fondo molto umani, a vlte anche compassionevoli. Quello che fanno lo fanno per uno scopo preciso, non ne traggono compiacimento. Qui invece sembra Hostel. Un cattivo ghignante per ogni stanza. Vi giuro! I classici cattivi banali e stereotipati.
Ma qui arriva veramente il top del top. tenetevi forte : Non è ancora morto nessuno. Eh già, Lucie è viva e vegeta e così pure Anna. Tutte e due vengono torturate (chi più chi meno), ma a noi non c'è dato sapere esattamente come le stanno torturando. Urla, strepiti e un'occhiatina qui e lì.
Che noia...CHE NOIA.
A quanto pare Anna non sarà eletta Martyrs 2016 e così, dopo uno spiegone inutile e soporifero sul perché e per come di tutto questo '48, decidono di seppellirla viva insieme agli altri cadaveri (vi ricordate la famiglia?). Ah, dando per scontato che abbiate visto l'originale, mi sono dimenticata di dirvi che madre rompipalle e padre menefreghista altro non erano che i carcerieri di Lucie bambina.
Anna viene sepolta viva, ma, non si sa bene come, riesce a farsi strada in mezzo ai cumuli di terra e a scappare tramite un condotto.
Ora cosa farebbe una persona normale? Correrebbe a chiamare aiuto. Ma Anna no. Anna ha visto troppe volte Kill Bill e ha deciso di trasformarsi in Beatrix Kiddo e di andare a far fuori tutti i cattivi all'urlo di 'LUCIEEEEEEEE' (Non era meglio Rocky che urlava ADRIANAAAAA?).
Ed è così che con una pala stermina due uomini in formato armadio e con un fucile prima e una pistola poi riesce a farsi strada sterminando persone qui e là, che manco in un videogioco a livelli.
Vi ricordate la bambina di prima? Quella che Anna aveva trovato nei sotterranei? E' ancora viva e sta meglio di prima. Anna la libera, la porta fuori e le dice di andare a chiamare aiuto. CERTO COME NELL'ORIGINALE. No.
In tutto ciò, alla povera Lucie che ha sempre indosso una bellissima camicia da notte intonsa, viene tagliata via la pelle sulla schiena, credo, per poi appenderla ad una sorta di croce. 
Arriva Anna che nel frattempo è stata pugnalata e si è beccata pure un proiettile. La nostra Beatrix corre nella stanza della crocefissione e inizia a sparare una serie di colpi in aria. Tutti spaventatissimi, pure i mega gorilloni armati fino ai denti. Mezza morta riesce comunque a convincere i presenti a liberare Lucie che nel frattempo ha raggiunto lo stato di Martire. Questa, ormai in fin di vita, confessa all'orecchio dell'amica quanto ha visto.
Il prete, si c'era pure un prete, prende la pistola e si spara in bocca perché, avendo un udito da super eroe, ha sentito tutto quello che ha detto Miss Martyrs 2016. Allora tutti si rivolgo ad Anna che di tutta risposta spara in testa al capo supremissimo di questa organizzazione. Tutti fuggono. Si vedono le macchine della polizia arrivare. Anna si stende vicino a Lucie e pure lei diventa martire per osmosi. Flashback sul passato. Fine.

Mortacci vostri.
Scusate. Scusate. Scusate. Mi riprendo.

Quindi dicevamo, fine.

Torniamo al mostro di cui parla sempre Lucie. Chi ha visto l'originale saprà perfettamente che non esiste nessun mostro, ma che è lucie stessa ad infliggersi le varie ferite. Sempre chi ha visto il film saprà che la nostra beniamina è spinta dal senso di colpa per aver abbandonato un'altra donna che si trovava prigioniera insieme a lei da bambina. Infatti il mostro che Lucie vede, ha la faccia proprio di quella donna. Cos'è? faceva paura affrontare il tema dell'autolesionismo? I registi avevano forse paura di fare un film meno superficiale?
La cosa si intuisce, ma non è chiara. Mi ci gioco uno dei gatti, che molti saranno convinti che il mostro esiste davvero.

Altra grandissima assente, la donna di cui Anna (nel Martyrs originale) si occupa dopo averla trovata nel seminterrato. Ridotta all'osso, deturpata all'inverosimile, nuda, sporca e traumatizzata. I goetz invece hanno pensato di piazzarci una bambina nel seminterrato perché si sa che i bambini fanno più simpatia.

Dulcis in fundo, vorrei spendere due parole per la scelta delle protagoniste. Ma vi pare normale? Monoespressive, scialbe e troppo giovani. Vengono fuori da due serie tv per adolescenti e loro le mettono a fare MARTYRS. Ma scherziamo?!


Avrei un altro milione di cose da scrivere, ma sta impazzendo il computer e non riesco quasi più a scrivere. Si è indignato pure lui per questa schifezza. Perciò scusatemi se trovate degli errori, ma non posso correggerli. E' già grasso che cola se riesco a finire di scrivere -.-


Come promesso, eccovi il trailer...




















martedì 15 marzo 2016

The Chosen

USA (2015)



Regia di  Ben Jehoshua

Cast  Kian Lawley, Elisabeth Keener, Angela Chitwood, Chris Gann, Dayna Devon






Una bambina viene attaccata da un demone che ruba i bambini. La sua famiglia dovrà fare il possibile perché il suddetto demone la lascia in pace.




Ho scritto la trama un po' a caso perché ho voluto attenermi al film che è, per l'appunto, fatto a caso.
Non so davvero da dove iniziare, se dal sangue che in realtà è con ogni probabilità dello smalto o del mercurocromo o dai personaggi che sono talmente stereotipati da sembrare macchiette oppure dal demone che è stato realizzato con windows '98.
Sappiate che da qui in poi c'è pericolo di SPOILER, quindi proseguite a vostro rischio e pericolo (io andrei avanti perché fossi in voi questo film lo eviterei come la peste).

Parto affermando con tutta serenità e senza il minimo senso di colpa che questo è uno dei film più brutti che abbia mai visto.
I protagonisti sono : Un giovanotto che non sa nemmeno lui quello che sta facendo, una ragazza madre con problemi di droga alle spalle, una bambina che non si capisce se era posseduta prima o dopo aver incontrato il demone, il nonno che non parla, la nonna rincoglionita, lo zio ubriacone che si riscopre amante della famiglia poco prima di essere ammazzato, la zia col figlio adottivo che costituiscono la coppia scemo e più scemo e una madre assente e con un teriiiibbbbbbile segreto.
Poi ci sono altri personaggi secondari che, secondo il regista, erano funzionali alla trama. Io avrei evitato. Ma io avrei proprio evitato di girare questo abominio, sicché non faccio testo.
In poche parole, questo demone X si impossessa di bambini (incapaci di recitare) e dopo qualche tempo se li porta via. L'unico modo perché ciò non accada è sacrificare a lui (o lei? non si capisce) 6 persone imparentate col bimbo posseduto. E cosa ti fa l'eroe di turno dopo che sua nipote viene attaccata dal demone? Inizia ad ammazzare tutti i parenti che ha senza il minimo senso di colpa ed infine si sacrifica lui stesso, ma non prima di aver cercato di sacrificare il suo presunto figlio ancora in grembo alla mamma (MA CHE STAI FUORI?!). Per fortuna il figlio non era il suo e il protagonista è morto consapevole di avere un cesto di corna ornamentali sulla testa.

Una menzione doverosa va alla suora che appare magicamente dal nulla per dire due cazzate sul demone e subito sparisce riapparendo nella scena finale, così..a caso.
Ma dai, ma pure io che guardo un film la cui star è uno youtubers (si scrive così?), ma cosa mi aspettavo..?

Insomma, togliete la telecamera dalle mani di Ben Jehoshua e rinchiudete Kian Lawley da qualche parte prima che gli torni la voglia di partecipare ad un film horror, o ad un film di qualsiasi altro genere. Grazie.

Vi lascio con quel simpaticone del demone! Ciaoooo













domenica 14 febbraio 2016

Suicide Club

JAPAN (2002)



Diretto da Sion Sono

Cast  Ryo Ishibashi, Akaji Maro, Masatoshi Nagase, Saya Hagiwara, Hideo Sako, Rolly, Kimiko Yo, Yoko Kamon, Takashi Nomura





La pellicola fa parte di una trilogia incompiuta di cui fa parte anche 'Noriko's Dinner Table' (di cui parleremo in futuro)ed affronta il tema dell'alienazione della società giapponese.


[Attention Please, pericolo di spoiler]

Il film si apre con una scena che io definirei EPICA. Uno degli incipit migliori della storia del cinema, lasciatemelo dire. 54 liceali si tengono per mano sulla banchina della metro. Sorridono e all'arrivo del treno si buttano tutte insieme sui binari dando vita ad una vera e propria carneficina.



Cinque minuti di film e io ero già pronta alla standing ovation. Questo contrasto tra i loro sorrisi e la volontà di uccidersi, tutte insieme, mi ha lasciato senza parole. La colonna sonora che tutto presagisce tranne la morte incipiente poi è veramente il top.
Scusate questa esplosione di entusiasmo, ma più ci ripenso più mi emoziono.
Raramente succede di vedere un film in cui già solo l'inizio è TUTTO. 
Il resto del film poi è tutto un crescendo. Era davvero difficile mantenere il livello dei primi 5 minuti, ma poi.....


Ed ecco che è tutto chiaro. La vita non ha più valore. I ragazzi sono completamente alienati e desiderosi di 'essere ricordati', perché uccidendosi resteranno in un certo senso indimenticati. 
Ed è così che, all'urlo di 'Suicide Club', i giovani si lanciano nel vuoto. Altra scena da bocca spalancata.
Sapete che mi piace molto condividere con voi le mie emozioni e quindi non vi nasconderò che mi sono sentita una morsa allo stomaco. Per quanto in maniera esagerata, Sono non fa altro che descrivere con lucidità quanto è successo al mondo. Le persone vogliono visibilità e per ottenerla sono disposte a tutto, anche a....



....uccidere e poi 'prendersi la colpa' dell'ondata di suicidi che ha colpito il paese. Il bisogno di notorietà è tutto in questo mondo dipinto da Sono e lui non ha paura a ferirci proponendoci immagini più che forti pur di raggiungere il suo scopo. 
Ma la realtà dei fatti è ben diversa. Dietro a quest'ondata di suicidi c'è molto di più e c'è chi, forse a sue spese in parte, riesce a scoprire la verità..





Mi spiace concludere questa recensione, sono sincera, perché ho amato talmente tanto il film che vorrei parlarne ancora ed ancora, ma questo nasce come un blog di microrecensioni e non voglio infrangere le regole!
In caso lo abbiate già visto o abbiate comunque intenzione di farlo, mi piacerebbe molto mi forniste i vostri feedback!
Vi aspetto qui eh....

Buona Visione!!!!










martedì 2 febbraio 2016

Bloody Reunion (To Sir, with Love)

KOREA (2006)



Regia di Im Dae-woong


Cast  Oh Mi-hee, Seo Young-hee, Lee Ji-hyun, Lee Dong-kyu, Yu Seol-ah, Park Hyo-jun, Yeo Hyun-soo, Jang Seong-won, Kim Eung-soo








Un gruppo di giovani si reca in visita alla loro insegnante dopo diversi anni dalla fine della scuola. Tutto sembra andare per il meglio finché non riaffiorano vecchi rancori..



Ultimamente mi imbatto sempre in debutti alla regia e devo ammettere che sono davvero uno meglio dell'altro.
Questo poi mi è piaciuto particolarmente.
Si tratta di un film drammatico dai risvolti slasher e thriller. Veramente bello! 
Io mi sono autospoilerata il finale andando a leggere i nomi degli attori e chi interpretavano su wikipedia. Voi NON fatelo, mi raccomando! Ci sono rimasta malissimo, perché la parte più bella del film è proprio il mistero che si cela dietro tutta la vicenda.
Una cosa che mi ha fatto immensamente piacere è l'aver ritrovato la protagonista di 'Bedevilled' (Potete trovare la recensione sul mio blog) che secondo me è veramente strepitosa! 
tornando alla faccenda del debutto..non lo avessi letto probabilmente non mi sarebbe venuto nemmeno il dubbio perché, a parte qualche incertezza in alcune riprese, il film è diretto davvero bene.
Questo è un film che mi sento di consigliare sia agli amanti dello splatter (ci sono alcune scene  davvero pesanti) che agli amanti del thriller (credetemi, c'è molto di più di quello che ho accennato nella trama!).




SPOILER

E' pazzesco quando alla fine si scopre che tutto quello che si è visto fino a quel momento altro non è che il parto di una mente deviata, ossia quella di Mi-Ja che si scopre essere in realtà il famoso Jung-Won di cui si parla dall'inizio. Il plot twist è legato al fatto che Jung-Won che tutti credevano maschio era in realtà una ragazzina che aveva subito abusi (non sessuali, sia chiaro) da parte della sua insegnate durante tutti gli anni di scuola, rovinandole la vita.

Ecco, una cosa non comprendo...com'è possibile che nessuno si fosse accorto che Jung-Wong fosse una ragazza? Come aveva potuto mascherare la cosa la madre? Eheh questi sono i classici interrogativi inutili che mi pongo sempre io. Ignoratemi.

SPOILER


Spero di riuscire a trovare altre chicche del genere. Se ne conoscete qualcuna, consigliatemi!!
Intanto attendo la vostra su questo film..